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CASES Venerdì, 9 Maggio 2008

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NEW - Nullità degli accordi delle parti in tema di futuro assegno di divorzio.

L'assegno di divorzio presuppone lo scioglimento del matrimonio e prescinde dagli accorsi economici intervenuti tra i coniugi al momento della separazione; infatti da un lato detto assegno è determinato sulla base di criteri autonomi e distinti rispetto a quelli rilevanti per il trattamento spettante al coniuge separato, dall'altro, qualora tali accordi costituissero una liquidazione anticipata dell'assegno di divorzio, sarebbero nulli, per essere sottratta alla disponibilità delle parti la regolamentazione in via preventiva e autonoma degli effetti patrimoniali del divorzio e per illiceità della causa, in relazione all'effetto di condizionare il comportamento delle parti nel successivo giudizio di status.
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NEW - L'assegno di divorzio tra il tenore di vita in costanza di matrimonio ed esistenza autonoma e dignitosa.
Il coniuge che afferma il proprio diritto all'assegno divorzile non deve provare la propria inadeguatezza ad un tenore di vita autonomo e dignitoso, bensì la propria inadeguatezza, per cause oggettive, a mantenere il tenore di vita goduto in costanza di matrimonio; ne consegue che, ove sia provato che il livello socio-economico della coppia durante la vita comune fu assai modesto, non è sufficiente che l'istante provi il proprio stato di disoccupazione attraverso l'iscrizione alle liste di collocamento, essendo necessaria la prova dell'inesistenza assoluta di possibilità di lavoro, che, pur minime e occasionali, siano tali da garantire i limitati i mezzi idonei a conservare il modestissimo tenore di vita goduto in precedenza.
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Se il matrimonio è dichiarato nullo da un Tribunale Ecclesiastico è applicabile il regime patrimoniale previsto dalla legge italiana sul divorzio?
La risposta è no. Secondo la recente sentenza qui pubblicata della Corte Costituzionale n. 329 del 200l, il Concordato del 1929 tra lo Stato Italiano e la Chiesa prevede che, qualora sia intervenuto l'annullamento del matrimonio per opera del Giudice Ecclesiastico, siano applicabili le norme del matrimonio putativo, cioè dell'art. 129 del codice civile, e non quelle della legge sul divorzio del 1970, e ciò anche se vi sia stata una consolidata comunione di vita tra i coniugi.
La differenza non è priva di conseguenze perchè, in caso di matrimonio putativo, il Tribunale non è tenuto ad assicurare al coniuge più debole la permanenza del tenore di vita pregresso.
Le ragioni della pronuncia costituzionale risiedono nel fatto che la nullità del matrimonio canonico e civile si basa sulla presenza di un difetto originario dell'atto, mentre la disciplina del divorzio presuppone la validità dell'atto ed una crisi matrimoniale sopravvenuta, dalla quale origina il fallimento dell'unione. Non vi è dunque "disparità di trattamento", nè violazione del "principio supremo della laicità dello Stato".
(a cura di Marco Di Tullio)

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La relazione della moglie con un altro uomo fa perder il diritto agli alimenti ?
La risposta è no, almeno secondo la Corte di Cassazione che ha ritenuto che il diritto agli alimenti non si perde semplicemente per il fatto di aver intrapreso una nuova relazione, neppure se questa ha il carattere della continuità. Nel caso in esame, a seguito di una nuova relazione dell'ex moglie, il marito aveva chiesto ed ottenuto dal Tribunale una riduzione dell'assegno di mantenimento motivata sulla base della stabilità della relazione, stabilità deducibile dalla convivenza.
Ma la 1^ Sezione Civile della Cassazione ha ribaltato tale verdetto, osservando che, secondo il proprio orientamento giurisprudenziale costante, una nuova relazione incide sull'assegno di mantenimento soltanto se si trasforma in una fonte di reddito per l'ex coniuge.
Nel caso in questione non risultava un miglioramento della situazione economica dell'ex moglie dopo che questa era andata a convivere con il nuovo partner e neppure era riscontrabile un risparmio di spesa, come argomentato dall'ex marito sulla base del fatto che la donna viveva con i genitori del compagno e aveva locato la casa di abitazione. Infatti il partner era in cassa integrazione e lei doveva contribuire alle spese di casa. Alla luce di tutto ciò la Cassazione ha dunque ritenuto che l'assegno di mantenimento non dovesse essere decurtato, stante la mancata prova di in vantaggio economico derivante dalla nuova relazione.

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Divorzio. Presupposti e criteri di valutazione dell'assegno divorzile.
L'assegno di divorzio in favore dell'ex coniuge, previsto e regolato dall'articolo 5 della legge n. 898 del 1970, nel testo di cui all'articolo 10 della legge n.74 del 1987, ha carattere assistenziale e trova il suo presupposto nell'inadeguatezza dei mezzi economici dell'ex coniuge richiedente a consentirgli di mantenere un tenore di vita analogo a quello goduto - o che in base ai mezzi economici familiari aveva diritto di godere - in costanza di matrimonio, avendo lo scopo di porre rimedio al deterioramento, in dipendenza del divorzio, delle precedenti condizioni economiche, la cui valutazione va fatta con riferimento al momento della pronunzia di divorzio (Cass. S.U. 29 novembre 1990, n. 11492; Cass. 3 luglio 1997, n. 5986; 26 giugno 1997, n. 5720).
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Assegno di mantenimento dei figli. Obbligo dei genitori nei confronti dei figli . Limiti.
L'obbligo di mantenimento dei genitori nei confronti dei figli è soggetto a specifiche condizioni e limiti temporali.
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E' impugnabile la dichiarazione di non idoneita della coppia ad adottare?
Il Tribunale per i minorenni di Napoli , preso atto che nell'ambito dell'adozione nazionale non è prevista l'emissione di un provvedimento esplicito d'inidoneità della coppia ad adottare si è rivolto alla Corte Costituzionale affinchè verificasse eventuali violazioni della Costituzione per quel che riguarda le garanzie che normalmente assistono il processo civile.
Il Tribunale basava la sua richiesta d'intervento sulla differenza fra adozione nazionale e adozione internazionale, là dove in quest'ultima è prevista un provvedimento con il quale la coppia è dichiarata idonea o meno.
La Corte Costituzionale ha risposto negativamente, in quanto :
1. l'aspirazione ad adottare non è un diritto;
2. non vi è discriminazione tra i due tipi di adozione, in quanto nella adozione nazionale viene esaminata l'idoneità della coppia ad adottare un singolo minore già individuato mentre in quella internazionale viene valutata l'idoneità in astratto della coppia ad adottare;
3. nella fase di accertamento dei requisiti della coppia non è possibile individuare parti tra loro contrapposte: tale fase non è una fase processuale cui possono applicarsi i principi costituzionali che regolano il processo civile.

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Fino a quando il genitore non affidatario deve contribuire a mantenimento del figlio?
Con la sentenza che pubblichiamo la Corte di Cassazione ha inteso ribadire il principio secondo il quale i genitori restano obbligati a concorrere tra loro nel mantenimento del figlio nel caso in cui questi, pur divenuto maggiorenne, non abbia ancora raggiunto l'indipendenza economica. Occorre però che il mancato svolgimento di un'attività lavorativa non dipenda da un suo atteggiamento d'inerzia oppure da un rifiuto ingiustificato di un'occupazione che sia, in astratto, compatibile con le sue attitudini. La prova della sussistenza di tali circostanze spetta sempre al genitore che invochi la cessazione del diritto del figlio ad essere mantenuto.
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DIVORZIO - Assegnazione della casa coniugale al coniuge non proprietario.
Il giudice, in sede di divorzio può emettere un provvedimento che limiti il diritto di disponibilità della casa coniugale spettante ad uno solo dei coniugi? Il giudice, in sede di divorzio, può assegnare la casa familiare al coniuge non proprietario con il quale convivono i figli maggiorenni ma non ancora economicamente autosufficienti. Ciò anche se il coniuge proprietario reperisce altro alloggio idoneo per l'ex coniuge ed i figli.
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DIVORZIO: morte del coniuge obbligato al pagamento dell'assegno. Ripartizione della pensione fra gli aventi diritto.
Alla morte del coniuge divorziato, nel caso in cui lascia a sè superstiti l'ex coniuge divorziata e il coniuge superstite quale criterio deve essere seguito ai fini della ripartizione della pensione? La pensione di reversibilità dovrà essere suddivisa tra le ex mogli non più soltanto in base alla durata legale del matrimonio ma tenendo anche conto della situazione economica delle parti. La durata legale del matrimonio tra la vedova e l'ex moglie è un indicatore fondamentale, ma non esclusivo, perchè può portare a privare il coniuge superstite dei mezzi necessari di sostentamento, venuti improvvisamente a mancare.
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Adozione internazionale e limite dei quarant'anni.
Qual'é il divario massimo di età fra adottanti e adottando?Può il Tribunale per i minorenni negare efficacia ad un provvedimento straniero di adozione in cui la differenza é di quarantotto anni? Come noto, la legge n.184 del 1983 sull'adozione è stata riformulata a seguito di due sentenze della Corte Costituzionale, la n.303 del 1996 e la n.283 del 1999. Grazie ad esse, il limite massimo di quarant'anni di differenza tra adottante e adottato, in precedenza rigorosamente osservato, si è attenuato, dando più spazio all'interesse del minore e al suo benessere psichico. Nel caso qui esaminato, la Cassazione dà torto al Tribunale per i minorenni, che, senza tener conto dell'inserimento dell'adottando nella vita della famiglia adottiva e nel suo contesto sociale, aveva negato il riconoscimento in Italia ad un provvedimento straniero in cui l'adozione era stata concessa benché la differenza di età fra minore e adottanti fosse di quarantotto anni.

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Liberalità fra condizione e modus.
La clausola apposta ad una donazione in cui il donante impone un certo comportamento al donatario senza prevedere obbligli di restituzione in caso d'inadempimento può determinarne la revoca?
La sentenza si distingue per la singolarità del caso deciso.
Il donante aveva regalato ad un Istituto religioso un intero edificio affinché fosse destinato ad attività benefiche di asilo, scuola di lavoro ed ambulatorio, imponendo allo stesso, per il caso in cui non potesse o volesse continuare a prestare la propria opera in favore dell'infanzia, "il più rigoroso obbligo morale" di mettere a disposizione dell'arcivescovo di Firenze il complesso in questione per la continuazione delle benefiche attività.
Di fronte all'inadempimento del donatario ed alla richiesta di restituzione dei beni avanzata dal donante i giudici si son posti il dubbio se tale clausola sia da interpretare come "condizione risolutiva" ovvero come semplice onere.
La distinzione é rilevante sul piano pratico, perché la prima comporta risoluzione della donazione con automatica restituzione di quanto donato, mentre la seconda ha ripercussioni sul piano morale lasciando intatti gli effetti della donazione, a meno che non sia espressamente previsto, in caso di mancato rispetto dell'onere, un obbligo di restituzione a carico del beneficiario.
In base alle espressioni usate dal donante prevarrà la seconda interpretazione, con la conseguenza che la donazione, ancorché non utilizzata per gli scopi voluti dal donante, é stata giudicata valida ed efficace.

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Omosessualità del coniuge e nullità del matrimonio.
La nullità del matrimonio pronunciato dalla Sacra Rota ed estesa, tramite delibazione, all'ordinamento civile italiano, può provocare la cessazione dell'obbligo di versamento dell'assegno di divorzio? La sentenza si é attirata a torto le critiche di buona parte della stampa e dell'opinione pubblica, che non ha avuto esitazioni a tacciarla di "maschilismo" ed arretratezza. In realtà, i giudici della Cassazione non hanno fatto altro che applicare rigorosamente la legge. La donna, già divorziata e beneficiaria di assegno, si era rivolta alla Sacra Rota invocando, quale motivo di nullità del suo matrimonio, la perversione sessuale del marito; il Tribunale Apostolico della Rota Romana, dandole pienamente ragione, aveva quindi dichiarato la nullità del vincolo.A seguito della richiesta di delibazione di tale sentenza in Italia da parte dell'ex coniuge, la Corte di Appello di Firenze aveva, a sua volta, ritenuto che la pronuncia dei giudici ecclesiastici fosse perfettamente compatibile con i principi dell'ordinamento italiano, non senza condannare il marito a corrispondere una somma provvisoria a titolo di alimenti. La Corte di Cassazione ha sancito la correttezza del ragionamento seguito dalla Corte di Appello, confermando la pronuncia impugnata ed il relativo contributo economico da essa disposto. Naturalmente la Corte non poteva proccuparsi delle ulteriori conseguenze derivanti dalla conferma della nullità, quali il venir meno dell'assegno divorzile; posto che questo, com'é ovvio, presuppone l'originaria validità del vincolo matrimoniale.
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Maternità surrogata.
E' valido l'accordo tra due coniugi ed un medico, secondo il quale i primi, data la loro impossibilità a procreare, chiedono al secondo d'impiantare i gameti, attraverso fecondazione artificiale, nell'utero di una donna consenziente all'impianto e a portare a termine la gravidanza ?
Il provvedimento ha sollevato un vespaio di polemiche, sia nell'opinione pubblica che fra gli addetti ai lavori.
Esso si propone infatti di tutelare il "diritto a diventare genitore", anteponendolo ad altri importanti diritti, come quello del bambino di avere conoscenza certa della propria provenienza biologica e ad interessi, quale quello, di portata generale, di non lasciare decidere ai privati lo status personale di figlio.
La decisione tocca aspetti anche delicati della deontologia medica, pur limitandosi ad "autorizzare" e non ad "ordinare" al medico di eseguire l'intervento, vietato dall'Ordine al quale appartiene. Il ginecologo potrà dunque regolarsi secondo coscienza, correndo però il rischio di sanzioni disciplinari.

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Convivenza stabile e diritto all'assegno.
La convivenza stabile dell'ex-coniuge con un terzo può determinare la perdita dell'assegno di divorzio?
La Corte di Cassazione risolve una volte per tutte il dilemma se all'ex coniuge che conviva stabilmente con un terzo spetti ancora l'assegno di divorzio.La decisione é innovativa perché, prescindendo dalla equiparazione tra convivenza more uxorio e "nuove nozze", contemplate dalla legge come principale causa di cessazione dell'obbligo dell'assegno, guarda al problema da un'angolazione tutta diversa nel senso che considera il rapporto di stabile convivenza instaurato dal coniuge "debole" con un terzo alla stregua di una circostanza sopravvenuta ex art. 9, comma 1° legge n. 898/70, purché sia caratterizzato, quanto alle entrate economiche, da regolarità e sicurezza.

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Abbandono di minore e adozione.
Può considerarsi abbandonato il minore che abbia trascorso quasi tutta l'infanzia in istituto a causa dei problemi economici dei genitori, nonostante il successivo miglioramento della situazione finanziaria di quest'ultimi e la loro volontà di avere contatti con il figlio affidato ad un'altra famiglia? La sentenza affronta uno dei temi più dolorosi dell'infanzia: l'abbandono di minore. Tale stato, necessario per la dichiarazione di adottabilità di un minore, non ricorre soltanto nell'ipotesi di rifiuto, da parte dei genitori biologici, dei doveri di assistenza morale e materiale, ma anche allorquando la famiglia di sangue, impossibilitata per motivi economici contingenti a prestare la dovuta assistenza, abbia lasciato il figlio per diversi anni in istituto, pur non perdendolo mai di vista. Nel caso qui esaminato, le cose sono complicate dal fatto che i genitori biologici, una volta migliorata la propria posizione economica, si opponevano, pur non volendo riprendere il figlio con loro, all'adozione del minore da parte della famiglia affidataria. Decisiva poi si é rivelata l'affermazione del bambino di trovarsi molto bene nella nuova famiglia.
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Successioni legittime e pluralità di chiamati all' eredità.
Concedere in locazione gli immobili di proprietà della defunta incassandone i canoni può essere considerata accettazione tacita di eredità?Cosa succede se vi é una pluralità di chiamati all'eredità? La singolare vicenda é avvenuta a Genova ed ha visto coinvolti diversi soggetti, fra cui anche l'Amministrazione Finanziaria dello Stato.Una donna muore senza lasciare testamento. La successione si apre a favore dell'unica figlia, la quale, però, si disinteressa dell'eredità materna, non accet-tandola. La sorella della defunta, nel corso dei dieci anni prescritti dalla legge per l'accettazione dell'eredità, concede in locazione i beni immobili di quest'ultima incassandone i relativi canoni. Morta anche la sorella, subentrano i figli di questa, che continuano ad amministrare l'eredità della zia. Poiché tanto la sorella quanto i nipoti non avevano manifestato espressamente la volontà di accettare il compendio caduto in successione, il Ministero delle Finanze si fa avanti sostenendo che l'eredità si era devoluta allo Stato. Il Tribunale di Genova dà ragione ai nipoti, considerando il comportamento posto in essere dalla zia accettazione tacita di eredità.
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Agevolazioni fiscali e comunione legale.
I benefici fiscali "Prima Casa" spettano per intero anche al coniuge in comunione legale che non abbia i requisiti di legge? La decisione della Suprema Corte ha risposto di si, modificando il proprio orientamento precedente. Prima, infatti, la Cassazione aveva assunto due distinte posizioni: una, più restrittiva, secondo la quale l'acquisto, da parte di uno dei due coniugi, della prima casa poteva dar luogo al godimento del beneficio fiscale solo quando anche l'altro fosse in possesso dei requisiti previsti dalla legge. L'altra, più estensiva, secondo la quale i benefici fiscali connessi all'acquisto della "prima casa" andavano ripartiti a metà fra i coniugi. La sentenza in questione, che attribuisce i benefici fiscali per intero ad entrambi, si presenta più in linea con il concetto di comunione legale, a norma del quale il diritto di proprietà spettante a ciascun comproprietario si estende all'intero bene e non ad una quota dello stesso.
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La famiglia Adozioni e minori Successioni e donazioni avvocato di famiglia, consulente legale novità separazione, divorsio, affidamento casi e sentenze su separazione, divorsio, affidamento, mantenimento Ogni mese viene trattato un caso di separazione per colpa e affidamento dei figli Domande e consulenze su divorzio, separazione, affidamento, adozione, successione, eredità Chat line diretta con i nostri consulenti legali I links ai siti web che consigliamo Scrivici per richiedere un parere o una consulenza legale Sviluppato da: SIMPLYNET Italia - Soluzioni per Internet